Pensione supplementare: regime delle decorrenze, requisito costitutivo ed età pensionabile


Anche alle pensioni supplementari a carico della Gestione separata (art. 2, co. 26, L. 335/1995) si applica il regime delle finestre secondo la disciplina introdotta per le pensioni di vecchiaia (L. 247/2007) e i requisiti per la pensione supplementare maturano dalla domanda amministrativa, requisito costitutivo del diritto; l’individuazione del regime dell’età pensionabile vigente deve avere riguardo al momento della domanda di pensione (Corte di Cassazione, ordinanza 03 settembre 2019, n. 22010).


Una Corte d’appello territoriale, confermando la sentenza di primo grado, aveva riconosciuto ad un lavoratore il diritto alla pensione supplementare, in relazione ai contributi versati nella Gestione separata, con decorrenza dalla data della relativa istanza amministrativa e non dalla data della prima finestra utile ai fini della pensione di vecchiaia (L. n. 247/2007), come invece sostenuto dall’Inps. Secondo la Corte non poteva applicarsi al diritto alla pensione supplementare, che è un trattamento autonomo, il regime delle finestre, introdotto per le pensioni di anzianità e di vecchiaia, non estensibile oltre i casi considerati per il carattere eccezionale della normativa che ritarda per motivi di finanza pubblica un trattamento che dovrebbe decorrere dalla domanda dell’interessato.
Ricorre così in Cassazione l’Inps, lamentando violazione e falsa applicazione della legge.
Per la Suprema Corte il ricorso è fondato. Qualora gli iscritti alla Gestione separata non raggiungano i requisiti per il diritto ad una pensione autonoma, ma conseguano la titolarità di un trattamento pensionistico a carico dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti, delle forme esclusive e sostitutive della medesima, delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, nonché delle gestioni previdenziali obbligatorie dei liberi professionisti, hanno diritto alla liquidazione della pensione supplementare (art. 5, L. n. 1338/1962), sempreché in possesso del requisito di età anagrafica proprio della gestione a carico della quale viene richiesta, da aggiornarsi comunque sulla base delle modifiche normative intervenute nel tempo.
Dunque, i contributi versati nella gestione, insufficienti per dare luogo ad una pensione autonoma, vengono utilizzati per la costituzione della pensione supplementare (Corte di Cassazione, sentenza n. 879/2007) che, rispetto al trattamento pensionistico o principale, costituisce un beneficio autonomo sia quanto a decorrenza (dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della relativa domanda), sia quanto alle modalità di computo, anche con riferimento agli aumenti per i familiari (art. 5, co. 2, lettere a), b) e c), L. n. 1338/1962).
Evidentemente, dalla rilevata autonomia della pensione supplementare rispetto a quella principale discende poi che il regime dell’età pensionabile deve essere individuato con riferimento non alla data in cui si sono verificati i requisiti per l’accesso alla pensione principale, ma a quella in cui viene presentata la domanda amministrativa per la pensione supplementare, che ne condiziona la concessione, così impedendo che il diritto possa ritenersi cristallizzato in epoca precedente. Il diritto alla pensione supplementare di vecchiaia si perfeziona, infatti, solo con la presentazione della domanda amministrativa, decorrendo dal primo giorno del mese successivo ad essa.
In conclusione, alla pensione supplementare di vecchiaia si applica il regime dell’età pensionabile e quello di accesso attraverso le finestre vigenti nel momento in cui la prestazione viene richiesta, da individuarsi con riferimento alla gestione tenuta alla relativa liquidazione.


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