Obbligato a presentare la dichiarazione di successione anche l’esecutore testamentario


L’esecutore testamentario obbligato a presentare la dichiarazione di successione e possessore dei beni dell’eredità, sarà tenuto al pagamento della imposta di successione. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 07 novembre 2019, n. 471).

Con l’apertura della successione, al momento della morte, si opera la separazione dei diritti dal loro titolare, con la trasmissione degli stessi ad altri soggetti (eredi e/o legatari), escluso quei diritti che si estinguono perché strettamente legati alla persona.
In presenza di beni immobili nell’attivo dell’eredità sorge l’obbligo di presentazione della dichiarazione di successione e dell’autoliquidazione delle relative imposte ipotecaria e catastale.
Sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione: i chiamati all’eredità e i legatari, gli esecutori testamentari.
Dalla dichiarazione di successione devono risultare, tra gli altri le generalità, la residenza e il codice fiscale dei chiamati all’eredità e dei legatari e le eventuali accettazioni o rinunzie e gli estremi di pagamento delle imposte ipotecaria e catastale, di bollo, delle tasse ipotecarie e dell’imposta sostitutiva di quella comunale sull’incremento di valore degli immobili.
Gli uffici nel redigere il certificato di successione del quale devono richiedere la trascrizione devono includere tutti i beni immobili inseriti nella dichiarazione di successione. La trascrizione del certificato di successione non costituisce trascrizione degli acquisti a causa di morte degli immobili e dei diritti reali immobiliari compresi nella successione.
Nel caso esaminato dall’Amministrazione finanziaria la signora Tizia è deceduta dopo aver disposto del suo patrimonio mediante testamento pubblico. Con tale testamento ha previsto che l’eventuale capitale residuo giacente presso le banche X e Y, più il ricavato della vendita dell’abitazione, del garage, del negozio e di un monolocale venga diviso in tre parti uguali tra Caio, Mevio e Sempronio. Nello stesso testamento ha nominato gli esecutori testamentari, i quali dovranno agire congiuntamente e ha disposto che la vendita, se non fatta da lei in vita, dovrà essere fatta dagli esecutori testamentari.
La trascrizione, pertanto, in questa ipotesi deve essere effettuata nei confronti dell’esecutore testamentario, quale possessore del bene immobile.
Per quanto riguarda il pagamento dell’imposta di successione, fino a quando l’eredità non sia stata accettata, o non sia stata accettata da tutti i chiamati, i chiamati all’eredità, o quelli che non hanno ancora accettato, e gli altri soggetti obbligati alla dichiarazione della successione, esclusi i legatari, rispondono solidalmente dell’imposta nel limite del valore dei beni ereditari rispettivamente posseduti.
Posto che l’esecutore testamentario è tra i soggetti obbligati a presentare la dichiarazione di successione ed è possessore dei beni dell’eredità, sarà tenuto al pagamento della imposta di successione.
La fattispecie in esame configura, infatti, un legato obbligatorio di somma di denaro che produrrà i sui effetti in capo ai legatari solo successivamente all’alienazione degli immobili a carico dell’esecutore testamentario.
Infatti, quando all’esito del compimento della vendita il diritto di credito dei legatari avrà acquisito il carattere della esigibilità e della liquidità, l’esecutore testamentario o i legatari dovranno presentare una dichiarazione integrativa, indicando il ricavato della vendita e la relativa imposta di successione sarà riliquidata.

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