Inps, le indicazioni sul riscatto dei periodi non coperti da contribuzione


Con circolare n. 106 del 25 luglio 2019, l’Inps fornisce indicazioni per l’applicazione della disciplina relativa al nuovo istituto del riscatto di periodi non coperti da contribuzione.


Come noto, ai sensi dell’art. 20, commi da 1 a 5, del D.L. 4/2019 (convertito in L. n. 26/2019) è stata riconosciuta la facoltà di riscatto dei periodi non coperti da contribuzione, in favore degli iscritti all’AGO per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché alle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi e alla Gestione separata (art. 2, co. 26, L. n. 335/1995), privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e non già titolari di pensione. Nello specifico, è richiesta dunque la sussistenza dei seguenti requisiti:
– iscrizione dell’interessato in uno dei regimi previdenziali richiamati, condizione che si intende verificata in presenza di almeno un contributo obbligatorio nella gestione pensionistica in cui è esercitata la facoltà di riscatto, versato in epoca precedente alla data di presentazione della domanda;
– mancanza di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995. A tal fine, va verificata qualsiasi tipologia di contribuzione (obbligatoria, figurativa, da riscatto) accreditata anteriormente alla data del 1° gennaio 1996, in qualsiasi gestione pensionistica obbligatoria (comprese le Casse per i liberi professionisti) o acquisita nel regime previdenziale dell’Unione europea o nei singoli regimi previdenziali dei vari Stati membri o Paesi convenzionati;
– non essere già titolare di un trattamento pensionistico diretto, in qualsiasi gestione pensionistica obbligatoria.
Il periodo non coperto da contribuzione può essere ammesso a riscatto nella misura massima di cinque anni, anche non continuativi, e deve naturalmente collocarsi in epoca successiva al 31 dicembre 1995 e precedente al 29 gennaio 2019. Il periodo, o parte di esso, può essere anche anteriore alla data del primo contributo o successivo a quella dell’ultimo, purché riferito al medesimo anno del contributo iniziale o finale, sempreché sia compreso nell’intervallo 1° gennaio 1996 – 28 gennaio 2019. Per individuare il primo e l’ultimo contributo si escludono le Casse per i liberi professionisti e gli ordinamenti previdenziali di Stati esteri. Non è richiesto che il primo e l’ultimo contributo, da prendere a riferimento per collocare il periodo da riscattare, siano versati o accreditati nella stessa gestione in cui si intenda esercitare la facoltà di riscatto. Il periodo da ammettere a riscatto non deve essere coperto da contribuzione obbligatoria, figurativa, volontaria o da riscatto, non solo presso il Fondo cui è diretta la domanda stessa, ma anche in qualsiasi forma di previdenza obbligatoria (comprese le Casse per i liberi professionisti e il regime previdenziale dell’Unione europea o i singoli regimi previdenziali dei vari Stati membri o Paesi convenzionati). Sono riscattabili soltanto i periodi “non soggetti a obbligo contributivo”; ne consegue che la facoltà di riscatto non può essere esercitata per recuperare periodi di svolgimento di attività lavorativa con obbligo del versamento contributivo, anche nei casi in cui tale obbligo sia già prescritto. In tali ipostesi, vanno attivati gli istituti già previsti nelle singole gestioni previdenziali, quali la regolarizzazione contributiva o, in caso di maturazione della prescrizione, la costituzione di rendita vitalizia (art. 13, L. 12 agosto 1962, n. 1338). I periodi oggetto di riscatto sono parificati a periodi di lavoro e l’anzianità contributiva acquisita è utile ai fini del conseguimento del diritto a pensione e per la determinazione della relativa misura.
I periodi sono necessariamente valutati secondo il “sistema contributivo” e quindi l’onere relativo è determinato con il meccanismo del calcolo a “percentuale” (art. 2, co. 5, D.Lgs. n. 184/1997), applicando l’aliquota contributiva di finanziamento in vigore alla data di presentazione della domanda nella gestione pensionistica ove opera il riscatto. La base di calcolo dell’onere è costituita dalla retribuzione assoggettata a contribuzione nei dodici mesi meno remoti rispetto alla data della domanda ed è rapportata al periodo oggetto di riscatto. Detta retribuzione è attribuita temporalmente e proporzionalmente ai periodi riscattati.
La domanda di riscatto può essere presentata dal 29 gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2021, dal diretto interessato o dal suo superstite o, entro il secondo grado, dal suo parente e affine. In tutte le ipotesi, l’onere versato è detraibile dall’imposta lorda nella misura del 50%, con una ripartizione in cinque quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento e in quelli successivi. Per i lavoratori del settore privato, la domanda di riscatto può essere presentata anche dal datore di lavoro dell’assicurato, nel corso del rapporto e destinando, a tal fine, i premi di produzione spettanti al lavoratore. In tal caso, l’onere versato è deducibile dal reddito di impresa o da lavoro autonomo, nonchè ai fini della determinazione dei redditi da lavoro dipendente (art. 51, co. 2, lett. a), D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917).
Nei casi in cui la domanda sia presentata dal parente o affine o dal datore di lavoro, è necessario che sia acquisito il consenso del soggetto interessato; senza la predetta adesione, la relativa domanda è irricevibile. La domanda deve essere presentata, esclusivamente in via telematica, attraverso uno dei seguenti canali:
– WEB, tramite i servizi on-line dedicati, accessibili dal cittadino munito di PIN dispositivo, SPID almeno di Livello 2 o CNS, dal sito Internet dell’Istituto attraverso i seguenti percorsi: per i riscatti nelle gestioni dei dipendenti privati, “Prestazioni e servizi” > “Tutti i servizi” > “Riscatto di periodi contributivi”; per i riscatti nelle gestioni dei dipendenti pubblici, “Prestazioni e servizi” > “Tutti i servizi” > “Gestione dipendenti pubblici: servizi per Lavoratori e Pensionati”;
– Contact Center multicanale, se in possesso di PIN;
– Patronati e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi, anche se non in possesso di PIN.
Nel caso di presentazione della domanda da parte del datore di lavoro, dei parenti e affini entro il secondo grado, in attesa dell’implementazione della procedura per l’invio telematico, le domande devono essere presentate utilizzando il modulo cartaceo reperibile sul sito istituzionale.
L’onere di riscatto può essere versato in unica soluzione ovvero in rate mensili, ciascuna di importo non inferiore a 30,00 euro, senza applicazione di interessi. Il numero massimo di rate riconoscibili è pari a 120 mensili. Alla data del saldo dell’onere, si provvede all’accredito del periodo riscattato. In caso di interruzione del versamento dell’onere è comunque riconosciuto l’accredito di un periodo contributivo di durata corrispondente all’importo versato. La rateizzazione dell’onere non può essere concessa nei casi in cui i contributi da riscatto debbano essere utilizzati per la immediata liquidazione di una pensione diretta o indiretta o nel caso in cui gli stessi siano determinanti per l’accoglimento di una domanda di autorizzazione ai versamenti volontari.


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