Fattura cartacea duplicata con e-fattura: nota di variazione Iva per correggere

Con la recente Risposta a interpello n. 395 dell’8 ottobre 2019, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che qualora, a causa del malfunzionamento del software di fatturazione, siano trasmesse al SdI (Sistema di Interscambio) fatture già validamente emesse in forma cartacea, equivalenti ad una duplicazione delle fatture, è possibile correggere l’errore con l’emissione di note di variazione IVA trasmesse attraverso SdI

Generalmente il Sistema di Interscambio per la fatturazione elettronica esegue dei controlli di unicità della fattura che intercettano ed impediscono l’invio di un documento già trasmesso ed elaborato. A tal fine il Sistema produce lo scarto del file fattura che presenti i seguenti dati coincidenti con quelli di una fattura precedentemente trasmessa: identificativo cedente/prestatore, anno della data fattura, numero fattura.
Tuttavia, nel caso di errato invio in formato elettronico di fatture già emesse in modalità cartacea, il Sistema di Interscambio non può effettuare i predetti controlli di unicità e, quindi, impedire il rinvio di una fattura già regolarmente contabilizzata.
Quindi, l’invio in formato elettronico di fatture emesse già in modalità cartacea determina, sostanzialmente, una duplicazione della fattura.
In tale ipotesi, al fine di sanare l’errore commesso è necessario procedere all’emissione di un “nota di variazione”, secondo le previsioni dal decreto IVA (art. 26):
“Se un’operazione per la quale sia stata emessa fattura, successivamente alla registrazione, viene meno in tutto o in parte, o se ne riduce l’ammontare imponibile, in conseguenza di dichiarazione di nullità, annullamento, revoca, risoluzione, rescissione e simili o per mancato pagamento in tutto o in parte a causa di procedure concorsuali o di procedure esecutive individuali rimaste infruttuose o a seguito di un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato, ovvero di un piano di concordato preventivo o in conseguenza dell’applicazione di abbuoni o sconti previsti contrattualmente, il cedente del bene o prestatore del servizio ha diritto di portare in detrazione l’imposta corrispondente alla variazione, registrandola tra gli acquisti “.
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’errato invio in formato elettronico al SdI di fatture già validamente emesse in forma cartacea e contabilizzate deve ritenersi riconducibile alle cause di “nullità, annullamento, revoca, risoluzione, rescissione”. Pertanto, al fine di neutralizzare la duplicazione delle fatture, è necessario emettere in formato elettronico le rispettive note di variazione IVA, avendo cura di indicare nel campo “causale” la dizione “storno totale della fattura per errato invio tramite SdI”.
In proposito, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che laddove i duplicati delle fatture non abbiano partecipato alle liquidazioni periodiche IVA, le note di variazione non possono costituire titolo per il recupero in detrazione dell’IVA a debito.
Per i destinatari dei duplicati delle fatture che non abbiano detratto l’IVA e dedotto il costo ivi rappresentato, le note di variazione ricevute non devono partecipare alla liquidazione periodica né vanno annotate in contabilità, salvo l’obbligo di conservazione del documento ricevuto.

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